Evento · 14–16 ottobre 2026
Il Mindful Museum in pratica
Cosa può diventare un museo quando i visitatori sono invitati non solo a guardare e imparare, ma anche a fermarsi, riflettere, partecipare e creare connessioni?
Questa domanda è al centro dell'approccio Mindful Museum di RE-MIND. Il modello esplora come i musei possano diventare spazi più inclusivi, coinvolgenti e accoglienti, unendo mindfulness, benessere digitale e coinvolgimento intergenerazionale.
Un esempio di questo approccio è stato approfondito a Sarajevo, dove il progetto RE-MIND è stato presentato presso la Galleria Nazionale della Bosnia ed Erzegovina nel luglio 2026. L'evento ha riunito professionisti museali, educatori, studenti, artisti, operatori della cultura e del turismo e altri portatori di interesse per esplorare il potenziale della mindfulness nella pratica museale.
Una parte centrale della discussione è stata dedicata al teatro museale e al suo potenziale di creare relazioni più attive e significative tra i visitatori e il patrimonio culturale. Anziché restare osservatori passivi, i visitatori possono diventare partecipanti nell'interpretazione delle collezioni, nella creazione di significato e nel collegare il patrimonio alle proprie esperienze.
Il programma di Teatro Museale Giovanile della Galleria Nazionale della Bosnia ed Erzegovina ne ha offerto un esempio particolarmente rilevante. Collegando opere della collezione del museo a temi contemporanei che stanno a cuore ai giovani, i partecipanti hanno sviluppato le proprie performance. Attraverso l'apprendimento incarnato, il lavoro sulla voce, la respirazione e le tecniche di concentrazione, il museo è diventato uno spazio di riflessione personale, creatività, dialogo ed espressione collettiva.
Questo esempio illustra un principio importante del Mindful Museum: la mindfulness non significa necessariamente stare seduti in silenzio o meditare in un museo. Può esprimersi anche nel modo in cui le persone si muovono, osservano, interpretano, comunicano, creano e si relazionano tra loro.
RE-MIND si basa su due approcci complementari alla mindfulness — quella meditativa e quella socio-cognitiva. Insieme, favoriscono una presenza e un'attenzione consapevoli, sostenendo al contempo la curiosità, l'interpretazione, la riflessione e la costruzione di significato. Questi principi possono essere integrati nell'educazione museale, nel coinvolgimento del pubblico, nell'outreach, nelle esperienze dei visitatori e nelle interazioni digitalmente equilibrate.
Nel corso del progetto, il modello Mindful Museum sarà ulteriormente sviluppato, sperimentato e validato in diversi contesti museali europei. Attraverso formazione, sperimentazione, attività intergenerazionali e scambio di conoscenze, RE-MIND intende offrire ai professionisti museali approcci pratici per creare esperienze più riflessive, partecipative, inclusive e attente al benessere del pubblico.